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Storia del Fumetto Americano




Il fumetto è una delle forme di comunicazione che più hanno caratterizzato il XX secolo


Le origini
Fissare una data precisa é molto difficile e complicato. Tante e diverse le scuole di pensiero. Due quelle più importanti. La prima fa risalire l'origine del fumetto ai geroglifici dei nostri antenati, ai graffiti e alle pitture rupestri raffiguranti i motivi della caccia o le divinità. La seconda, più realistica, fissa il 1896 come data simbolica per la nascita vera e propria del fumetto.
Siamo alla fine dell'Ottocento, quindi in un momento di intenso sviluppo della stampa e, per tanto, del "fumetto moderno". Come si può facilmente intuire, ancor prima di questa data, si erano pubblicate delle piccole opere: già nel 1827, il maestro di scuola svizzero Rodolphe Topffer, pubblica "Sette racconti per immagini" riuniti in volumetti di formato oblungo. L'idea piace e viene seguita dai francesi che, a partire dal 1839, fanno uscire alcuni periodici illustrati.


Ma chi sono stati i padri di questo nuovo linguaggio? E con quale opera debuttano?
La nascita
Alla fine dell'Ottocento la stampa statunitense ha un enorme sviluppo. Uno dei magnati dell'epoca, Joseph Pulitzer, nel 1894 pubblica, sul suo quotidiano "The New World", l'antenato dei fumetti: "At the circus in Hogan's Alley", composizione umoristica che racconta le avventure di un monellaccio calvo, con le orecchie a sventola, vestito con un camicione bianco.
Nel 1896 l'errore di alcuni tipografi fa diventare il grembiule di colore giallo e da lì inizia l'ascesa di "The Yellow Kid". Così verrà, infatti, soprannominato ora il simpatico eroe, che, ben presto, approda al supplemento domenicale a colori del "New York Journal" riscuotendo grande successo e diventando, a poco a poco, il primo fumetto moderno.
I primi anni del Novecento
L'inizio del XX secolo vede la nascita di "Happy Hooligan", che racconta le avventure di un barbone tanto filosofo quanto patetico, al quale forse si é ispirato lo stesso Charlie Chaplin per i suoi primi film. Dunque: la comicità al primo posto, dal momento che queste riviste hanno l'arduo compito di divertire il pubblico. E non é un caso che, all'epoca, queste opere venivano chiamate "comics", termine con cui si designa ancora oggi il fumetto americano.
Nel 1914 Randolph Hearst fonda la King Featuares Sundicate (KFS).
Scopo: commercializzare i comics in tutto il mondo.
Ovviamente la buona riuscita di questo grandioso progetto é condizionata dal voler aumentare la redditività della produzione. Per questo gli editori statunitensi mirano a rivolgersi ad un pubblico il più ampio possibile, privilegiando personaggi in cui tutti, o quasi, possono riconoscersi.
Si punta, quindi, ad una comicità di facile comprensione. Niente di meglio allora del fumetto a carattere familiare, le cosiddette "family strips", incentrate sul litigio tra coniugi, dove donne "col pugno di ferro" terrorizzano i mariti. Altri capolavori del genere sono "Bringing up Father" (Educando papà) creato da George McManus e pubblicato nel 1913, The Gums (1917) di Sidney Smith e Gasoline Alley (1919) di Frank King.
"Popeye", il marinaio tutto muscoli e pipa, esordisce nel 1919, e con lui, per la prima volta nel mondo del fumetto, compare il genere comico "distruttivo", dove l'eroe martirizza con violenza le sue vittime.
Anche se il sangue é bandito dalla scena!
Anni Venti
Il periodo dagli anni Venti all'inizio della Seconda Guerra Mondiale rappresenta sicuramente un periodo d'oro per il fumetto. Nel 1929 nasce il primo fumetto di fantascienza, "Buck Rogers", di Dick Calkins, ma né questo né Popeye riescono a superare le popolarissime "strisce familiari", sempre più amate e pubblicate.
In questi anni anche il western approda al fumetto con "Young Buffalo Bill" di Harry F.Oneill, e il famosissimo "Mickey Mouse" (alias Topolino), creato per lo schermo come cartone animato da Walt Disney, ma distribuito anche nell'editoria (affinità tra cartone animato e fumetto).
Cinema, teatro, musical, dischi: gli eroi del fumetto arrivano dappertutto. Con i "prodotti derivati", infatti, nasce un nuovo modo di sfruttare il patrimonio delle strisce.
Anni Trenta
Corrono gli anni Trenta quando il fumetto trova una "nuova casa": il comic book, mensile dal formato ridotto che accoglie, tra le sue pagine a colori, le mirabolanti avventure di vecchi e nuovi personaggi, quali eroi ed eroine dotati di poteri sovrannaturali, che incarnano i sogni di evasione di grandi e piccini.
Due dei più famosi sono sicuramente "Dick Tracy", capostipite del genere poliziesco, e "Flash Gordon", eroe biondo ed atletico che vive un'appassionante epopea tra razzi, galassie e pianeti. Senza dimenticare, ovviamente, il popolarissimo "Superman", che fin dagli esordi riscuote un enorme successo commerciale portando alla nascita di numerosi "cugini"supereroi.
Con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, i fumetti diventano anche strumento di propaganda, dando modo ai loro autori di prendere posizione. I personaggi che nascono in questo periodo portano in primo piano un fumetto definibile "ultrapatriottico" (Captain Marvel) e simboleggiano la cosiddetta "Justice Society of America" (The Flash e Gardner Fox).
Il fumetto dopo la guerra
Dopo la guerra il fumetto americano cambia nuovamente: all'inizio degli anni Cinquanta appaiono sulla scena gli Horror Comics e i racconti di guerra. Corre il 1961 quando l'editore Marvel inizia a pubblicare i "Fantastic four" (i fantastici quattro), le avventure di un inconsueto quartetto. Queste strisce gli portarono fortuna, tanto da permettergli di impostare una nuova strategia editoriale: i suoi eroi si propongono, infatti, in una dimensione inedita, cioé dotati di sensibilità e umanità.
Nascono così "Spider Man", "Hulk","Iron man " e tanti altri. Negli stessi anni il rinnovamento dei comics passa attraverso lo humour, ed é allora che irrompono i Peantus, i personaggi creati da Schulz dieci anni prima (1950).
Il loro ristretto mondo, in cui trovano rifugio i bambini e che esclude gli adulti, capta un pubblico enorme e, in poco tempo, trova spazio sui giornali più famosi dell'epoca.
Anni Settanta
Arrivano gli anni Settanta e, con il movimento hippy, vengono a galla temi rimasti finora tabù. Ma questo nuovo fumetto ha vita molto breve in quanto, dopo pochi anni, vengono ripresi i vecchi supereroi, quali ad esempio Superman, Spider-man, Batman… Un'importante innovazione é l'adattamento in fumetto del film Guerre Stellari: "American Flagg" é considerato uno dei grandi innovatori del comics book.
Anni Ottanta: la crisi
Durante gli anni Ottanta una profonda crisi colpisce i grandi editori di fumetti, sia a causa della crescente concorrenza della televisione con i suoi programmi di cartoni animati (giapponesi soprattutto), che a causa delle vendite dei grandi classici in videocassetta. I lettori iniziano pian piano a disaffezionarsi.
Le riviste spariscono e anche i giornali per ragazzi interrompono le loro pubblicazioni. I fumettisti perdono i diritti d'autore sulla riedizione delle loro storie, con un danno finanziario non trascurabile. Approfittando della crisi e dell'inquietudine degli artisti costretti a misurarsi con l'incompetenza degli editori, nascono nuove case editrici. Alcune vengono costituite da professionisti delusi, altre da giovani dinamici ed appassionati di fumetti.
Ma la concorrenza della televisione con i suoi programmi sempre più moderni e sofisticati, si fa sentire, tanto che il fumetto ha perso, e continua tuttìora a perdere, sempre più d'importanza. Solo i fumetti giapponesi Manga riscuotono ancora largo successo, ma di questi ne riparleremo in un'altra occasione